“L’invenzione di noi due” è il quarto libro scritto da Bussola, ma il primo, vero e proprio, romanzo di finzione narrativa dell’autore.
Personalmente lo seguo da quando l’ho ritrovato su facebook, in quanto appassionato di fumetto, perché lui nasce (ed è ancora) un bravissimo disegnatore di fumetti (ha lavorato anche per Bonelli e editori francesi) nonché marito di una bravissima e celebre sceneggiatrice di fumetti e scrittrice noir , Paola Barbato.
Su facebook ma anche nei suoi primi tre libri Matteo Bussola ha sempre dimostrato una notevole sensibilità e uno stile altamente poetico di descrivere scene e dialoghi; ed è per questo che ho acquistato il suo romanzo senza sapere nulla della trama (più degli altri sui tre libri) lasciandomi catturare fin dalle prime pagine. Segno distintivo per me, di ottimo acquisto.
La trama molto sinteticamente è la storia di un matrimonio che nel momento di logorìo della routine e del tempo che passa, sembra entrare in crisi e del tentativo paradossale con cui il protagonista cerca di ritornare alla radice del rapporto che li ha fatti trovare (o meglio ritrovare per chi ha letto il libro) e innamorare.
Il finale è l’unico finale possibile anche se il colpo di scena verso la fine l’avevo un po’ intuito.
C’è molta sofferenza nell’immedesimarsi sia in lui che in lei e stranamente anche se a una lettura superficiale si sia quasi tentati di parteggiare per lui piuttosto che per lei a ben vedere il perno su cui gira la storia, l’evolversi del rapporto tra loro due, è dipeso esclusivamente da lui: vittima e carnefice contemporaneamente.
Non posso dire di più per non rivelare troppo della storia. Ma è una lettura davvero consigliata.
Chi nel rapporto di coppia che ha da parecchi anni, non ha vissuto fasi di stanca, momenti in cui ti sembra che il tuo compagno/a sia distante e diverso dalla persona che avevamo conosciuto non potrà non rivedersi.
Matteo Bussola, alla prima prova con un romanzo di pura finzione ci offre un’opera con una scrittura già matura, uno stile personale fatto di pura emotività tradotta in parole. Non a caso i dialoghi sono molto pochi.
Anche il cast personaggi è ridotto a poche figure proprio a sottolineare la voglia di parlare dell’amore di coppia più che di una vicenda particolare di una coppia.
E’ ovvio non poter pensare se ci sia stata ispirazione da qualcosa di autobiografico in quanto personaggi pubblici , lui e Paola Barbato, che raccontano molto della loro quotidianità sui social e cercare quindi i punti di contatto. Personalmente credo che non ce ne siano molti se non nella caratterizzazione dei personaggi estremizzando magari i loro veri vizi e virtù .
Come sempre vi auguro buona lettura.

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